Stress termico

Documento Valutazione Rischi e Microclima: come inserire il rischio caldo nel DVR

L’aumento costante delle temperature estive e le ondate di calore sempre più precoci hanno trasformato il microclima da semplice fattore di comfort a vero e proprio rischio professionale. Per i Datori di Lavoro, l’obbligo di valutare lo stress termico non è più una misura opzionale, ma un requisito stringente del D.Lgs 81/08.

Se nel tuo Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) il rischio caldo è trattato in modo generico o, peggio, è del tutto assente, la tua azienda è esposta a pesanti sanzioni e, soprattutto, i tuoi lavoratori corrono pericoli gravi come il colpo di calore.

Perché aggiornare il DVR per il rischio caldo?

L’Articolo 181 del D.Lgs 81/08 impone la valutazione di tutti i rischi derivanti da agenti fisici, incluso il microclima. Quando le temperature superano le soglie di guardia, l’organismo non riesce più a termoregolarsi correttamente, specialmente in settori come l’edilizia, l’agricoltura o nei reparti produttivi non climatizzati.

Un DVR aggiornato deve contenere una sezione specifica che definisca quando, dove e come il personale è esposto a questo rischio.

Come inserire lo stress termico nel DVR: i 3 passaggi chiave

1. Identificazione dei compiti e delle aree critiche

Non tutti i lavoratori corrono lo stesso rischio. È necessario mappare le attività aziendali distinguendo tra:

  • Lavori outdoor: cantieri edili, manutenzione del verde, logistica nei piazzali.
  • Lavori indoor in ambienti caldi: fonderie, lavanderie industriali, cucine, magazzini senza isolamento termico.

2. Utilizzo di indici di calcolo scientifici

La valutazione non può basarsi su una percezione soggettiva. Il medico competente e l’RSPP devono utilizzare indici riconosciuti, come l’Indice WBGT (Wet Bulb Globe Temperature) per i lavori al chiuso o l’Indice Humidex per comprendere la reale temperatura percepita (che unisce i gradi centigradi al tasso di umidità).

3. Definizione delle misure di prevenzione e protezione

La parte più importante del documento è il piano di attuazione delle misure correttive. Nel DVR devono essere formalizzate azioni come:

  • La rimodulazione degli orari di lavoro (turni mattutini o serali).
  • L’introduzione di pause obbligatorie in aree ombreggiate o rinfrescate.
  • La fornitura di acqua fresca e integratori salini.
  • La specifica dei DPI estivi (indumenti traspiranti, copricapi).

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